martedì 25 febbraio 2014

Tu Mi causerai un simile dolore

Oh quanto è importante aderire alla volontà di Gesù per noi. Che sia una volontà espressa direttamente da Lui o per bocca di un Suo sacerdote, questo non conta. L'importante è lo sforzo che mettiamo per accondiscendere ciò che Gesù ritiene buono per noi.
Ogni segno di obbedienza in questa direzione è tanto apprezzato da Gesù che non manca di farcelo sapere. E quanto, invece, la disobbedienza porta grandi dolori al Figlio di Dio.
Ad esempio, illuminante è il brano che segue...

Dal Diario di Suor Faustina:
Venne finalmente il momento in cui s'aprì per me la porta del convento. Era la sera del primo agosto, vigilia della Madonna degli Angeli. Mi sentivo infinitamente felice; mi pareva di essere entrata nella vita del paradiso. Dal mio cuore erompeva, unica, la preghiera della gratitudine. Dopo tre settimane però, m'accorsi che qui era così poco il tempo dedicato all'orazione e che c'erano molte altre cose che mi spingevano nell'intimo ad entrare in un convento di regola più stretta.

giovedì 20 febbraio 2014

Suor Faustina e le anime del Purgatorio

Nel corso della sua vita, Santa Faustina ebbe più volte contatti con le amate anime del Purgatorio. Si rivolgevano a lei nella speranza che pregasse per loro, perché impetrasse la misericordia di Gesù in loro favore.
Nel corso di questi contatti Santa Faustina imparò molto presto a voler bene a quelle povere anime così sofferenti per il temporaneo distacco da Gesù, insegnandoci una via assai importante per essere noi stessi misericordiosi.
In una particolare occasione, Suor Faustina ebbe persino modo di essere trasportata in spirito nel Purgatorio (ne parliamo diffusamente qui) e di quella esperienza ci ha lasciato una preziosa testimonianza:
La cara Madre Superiora mi mandò, assieme ad altre due suore, a passare le vacanze a Skolimòw, un po’ fuori Varsavia.

mercoledì 19 febbraio 2014

Misericordia per Misericordia

Gesù ha detto a Suor Faustina - sapendo bene che generazioni e generazioni avrebbero letto le Sue parole - che la Sua Misericordia è l'attributo più grande di Dio. Le ha detto che non esiste un peccato così grande o spaventoso da non poter essere perdonato con la Misericordia Divina. Già questo dovrebbe invitarci ad andare da Gesù, a convertirci, a vivere secondo le Sue leggi, senza alcun timore di non essere accettati. Nulla del male del mondo impedisce di avere il perdono, anche nell'ultimo istante. Nulla! Questa è una promessa di Gesù.
Ma nel Diario di Suor Faustina leggiamo a più riprese che grandissima è l'amarezza di Gesù nel constatare che troppe persone scelgono volontariamente di perdere l'anima, non avendo la capacità di riconoscere Gesù neppure in punto di morte, neppure con la luce di un'ultima possibile grazia.
Ecco perché nella nostra piccola vita - un vero soffio di vento rispetto all'Eternità che ci aspetta - è bene cercare Gesù e chiedere la Sua grazia per ottenere il perdono con la Divina Misericordia.

L'ammissione in convento

L'ispirazione di Suor Faustina per la vita consacrata a Gesù risaliva alla sua tenera infanzia, ma chiaramente i genitori erano fortemente contrari per via della troppo giovane età. Ma ad un certo punto fu Gesù Misericordioso a non voler più attendere e lo disse chiaramente alla giovinetta.
Le disse di salire in treno e recarsi immediatamente a Varsavia per entrare in convento.
Cerchiamo, oggi, di capire cosa poteva significare anche allora... Una ragazzina senza alcuna cultura sale su un treno forte dell'ispirazione divina e va alla ricerca del convento nel quale Gesù l'avrebbe fatta accogliere. Che grandissimo amore! Che grandissima grazia! Non esistono parole per definire quel che è accaduto.
Eppure quelle parole le ha dovute trovare Suor Faustina che - per ordine di Gesù, attraverso il confessore Don Sopocko - mise mano al Diario in cui veniva annotato.
Leggiamo insieme il racconto dell'ingresso in convento e prepariamoci a commuoverci di fronte all'immenso amore di Gesù per noi, Sue creature.

martedì 18 febbraio 2014

La chiamata di Gesù Misericordioso

Fin dall'età di sette anni avvertii la suprema chiamata di Dio, la grazia della vocazione alla vita religiosa. A sette anni intesi per la prima volta la voce di Dio nella mia anima, cioè la chiamata ad una vita più perfetta, ma non sempre ubbidii alla voce della grazia. Non incontrai nessuno che mi chiarisse queste cose.
Diciottesimo anno di vita; insistente richiesta ai genitori del permesso di entrare in convento; rifiuto categorico dei genitori. Dopo tale rifiuto mi diedi alle vanità della vita, non rivolgendo alcuna attenzione alla voce della grazia, sebbene l'anima mia non trovasse soddisfazione in nulla. 
Il richiamo continuo della grazia era per me un gran tormento, però cercavo di soffocarlo con i passatempi. Evitavo d'incontrarmi con Dio intimamente e con tutta l'anima mi rivolgevo verso le creature. Ma fu la grazia di Dio ad avere il sopravvento nella mia anima. 
Una volta ero andata ad un ballo con una delle mie sorelle. Quando tutti si divertivano moltissimo, l'anima mia cominciò a provare intimi tormenti. Al momento in cui cominciai a ballare, scorsi improvvisamente Gesù accanto a me, Gesù flagellato, spogliato delle vesti, tutto coperto di ferite, che mi disse queste parole: «Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?»

Il diavolo lotta invano contro Suor Faustina

L'eterno nemico non è mai stato contento di ciò che in vita ha fatto Santa Faustina per obbedire a Gesù e far conoscere a tutti la Divina Misericordia, il più alto attributo di Dio.
Non è mai stato contento perché, come lui stesso ha detto più volte, Santa Faustina faceva un danno enorme all'economia infernale!
Leggiamo insieme alcuni passaggi e, se possiamo, aiutiamo chi ci frequenta a capire che il diavole c'é, eccome se c'é. C'é, ci conosce assai bene e sa fare molto bene il suo sporchissimo lavoro di corrompere gradualmente la nostra anima, spegnendo passin passetto la nostra coscienza finché non ci ritroviamo sul baratro spalancato dell'inferno.
Naturalmente, però, i piani del "cornuto", sono destinati ad infrangersi contro le anime che si affidano a Gesù Misericordioso ed alla Sua Santissima Madre.

sabato 15 febbraio 2014

Un attacco di satana.

Dopo la santa messa mi sentivo completamente immersa in Dio ed avevo presente ogni Suo sguardo che giungeva fino al profondo del mio cuore. Verso mezzogiorno entrai un momento in cappella e la potenza della grazia colpì di nuovo il mio cuore. Mentre me ne stavo assorta, satana prese un vaso di fiori e lo scagliò rabbiosamente a terra con tutte le forze. Notai tutto il suo accanimento e la sua invidia. Nella cappella non c'era nessuno, quindi mi alzai da dove stavo pregando e raccolsi i pezzi del vaso rotto e trapiantai il fiore e volevo rimetterlo al posto alla svelta, prima che entrasse qualcuno in cappella. Ma non ci riuscii, dato che entrarono subito la Madre Superiora, la suora sacrestana ed alcune altre suore. La Madre Superiora si meravigliò che avessi spostato qualche cosa sul piccolo altare e fatto cadere il vaso.
La suora sacrestana mostrò il suo malcontento ed io m'impegnai a non dare spiegazioni e a non giustificarmi. Verso sera però mi sentii molto affaticata e non potei fare l'Ora santa e chiesi il permesso alla Madre Superiora di andare a riposarmi prima del solito. Appena mi misi a letto, mi addormentai subito, ma verso le undici satana diede uno scossone al mio letto.

giovedì 13 febbraio 2014

Affidamento del mondo alla Divina Misericordia


Atto di affidamento delle sorti del mondo alla Divina Misericordia

Dio, Padre misericordioso,
che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo,
e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo Consolatore,
Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo.

martedì 11 febbraio 2014

La missione di Suor Faustina

Santa Suor Maria Faustina Kowalska, nota in tutto il mondo come apostola della Divina Misericordia, è annoverata dai teologi fra i grandi mistici della Chiesa.
Nacque in Polonia, a Glogowiec, terza di dieci figli, in una povera e devota famiglia di contadini. Nel giorno del battesimo, nella chiesa parrocchiale di Swinice Warskie, ricevette il nome di Elena. Fin dall'infanzia si distinse per la devozione, l'amore per la preghiera, la laboriosità, l'obbedienza e una grande sensibilità per le miserie umane.
Frequentò le scuole per quasi tre anni; a sedici anni dovette lasciare la casa paterna per guadagnarsi da vivere ed aiutare i genitori lavorando come domestica ad Aleksandrów e Lodz.
Già dal settimo anno di vita (due anni prima di ricevere la Prima Comunione) sentì viva la voce della vocazione, ma i suoi genitori non le diedero il permesso di entrare in convento. La piccola Elena quindi cercò di soffocare in se questa chiamata di Dio, ma incitata dalla visione di Cristo sofferente, dalle parole di rimprovero; «Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?» (Diario, Q. I, p. 6), iniziò a cercare accoglienza in convento.

Papa Francesco al cospetto di Gesù Misericordioso


"Anche noi credo che siamo questo popolo che, da una parte vuole sentire Gesù, ma dall’altra, a volte, ci piace bastonare gli altri, condannare gli altri. E il messaggio di Gesù è quello: la misericordia. Per me, lo dico umilmente, è il messaggio più forte del Signore: la misericordia!"
Papa Francesco