giovedì 29 gennaio 2015

Il senso di inadeguatezza e l'umiltà

Da quando conosco e amo Gesù, a più riprese mi è capitato di fronteggiare situazioni molto molto più grandi di me dalle quali sarei voluto scappare via.
Ma no lo fatto.
Gesù stesso ha provveduto in molti modi affinché riuscissi a resistere e fare ciò che Lui desiderava da me.
Si prova un senso di inadeguatezza da cui deriva anche l'umiltà di capire e ammettere che siamo nulla.
Leggiamo insieme un brano del Diario di Suor Faustina in cui accade qualcosa di simile:

Prego Gesù di concedere queste grazie a qualcun altro, perché io non so utilizzarle e le spreco soltanto.
«Gesù, abbi compassione di me. Non affidarmi cose tanto grandi. Vedi bene che sono un pugno di polvere buono a nulla».
Tuttavia la bontà di Gesù è infinita. Mi aveva promesso un aiuto visibile in terra e l'ho ricevuto dopo poco tempo a Wilno. Ho riconosciuto in Don Sopocko quell'aiuto divino.

lunedì 26 gennaio 2015

L'intervento diretto di Gesù

Quando il confessore non è anche guida spirituale, a cui si viene affidati da Gesù, c'è il rischio di essere indirizzati non correttamente.
Dal Diario di Suor Faustina:
Quando ne parlai al confessore, ricevetti questa risposta: "Questo riguarda la tua anima. " Mi disse così: "Dipingi l'immagine divina nella tua anima."
Quando lasciai il confessionale, udii di nuovo queste parole: "La Mia immagine c'è già nella tua anima. Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia."

domenica 25 gennaio 2015

La confessione e la contrizione del cuore

Quanto è buono Gesù!
Proprio in questo periodo in cui sono turbato perché non avverto il dolore del peccato come vorrei, perché non lo avverto quanto dovrei in quanto offesa a Gesù Misericordioso... ebbene, ecco cosa ho appena letto nel Diario di Suor Faustina.
Dal Diario di Suor Faustina (21 aprile 1933):
Per quanto concerne la santa confessione, sceglierò sempre ciò che mi umilia e mi costa di più. 
Talvolta un inezia costa più che non qualcosa di più grande. 
Prima di ogni confessione ricorderò la Passione del Signore e con ciò risveglierò la contrizione del cuore. 
In quanto ciò è possibile con la grazia di Dio, mi eserciterò sempre nel dolore perfetto. A tale contrizione dedicherò un maggior spazio di tempo. 

sabato 10 gennaio 2015

Fedeli alla preghiera, nonostante le tribolazioni, l'aridità e le tentazioni

Durante l'ora santa, il Signore mi concesse di sperimentare la Sua Passione; condivisi l'amarezza della Passione, di cui era colma la Sua anima.
Gesù mi fece conoscere come l'anima deve essere fedele alla preghiera, nonostante le tribolazioni, l'aridità e le tentazioni, poiché dalla preghiera in prevalenza dipende talvolta la realizzazione dei grandi progetti di Dio, e se noi non perseveriamo nella preghiera, mettiamo degli impedimenti a ciò che Iddio voleva compiere per mezzo nostro oppure in noi.
Ogni anima ricordi queste parole: «E trovandosi in una situazione difficile, pregava più a lungo». 
Una preghiera di questo genere la prolungo sempre per quanto ciò mi è possibile e compatibilmente coi miei doveri.

giovedì 1 gennaio 2015

Benvenuto anno nuovo! Benvenuto calice dell'amarezza!

Oggi è la festa di capodanno.
La mattina mi sono sentita così male, che sono andata appena nella cella vicina per la santa Comunione. Non ho potuto andare alla santa Messa, mi sentivo mancare e per la stessa ragione ho fatto il ringraziamento a letto. Avevo tanto desiderato andare alla santa Messa e poi a confessarmi da Padre Andrasz, ma mi sentivo così male che non ho potuto andare né alla santa Messa né a confessarmi. Per questo motivo la mia anima ha avuto un grande dispiacere. 
Dopo colazione venne da me la suora infermiera a chiedermi: «Sorella, perché non è andata alla Santa Messa?» 
Risposi che non avevo potuto andarci. 
Scosse la testa con aria di disapprovazione e disse: «Una festa così grande e lei non va a Messa!», ed uscì dalla mia cella.

E' capodanno anche per i sofferenti

L'inizio dell'anno nuovo, circondati da frasi inneggianti alla felicità terrena, non dimentichiamo chi la vita la sta purificando o santificando nella sofferenza, autentico crogiolo di salvezza.
Non dimentichiamo i malati e gli agonizzanti; preghiamo per loro.
Dal Diario di Suor Faustina, 1 gennaio 1938:
Termino l'anno vecchio con la sofferenza ed incomincio l'anno nuovo pure con la sofferenza. 
Due giorni prima di capodanno ho dovuto mettermi a letto; mi sentivo molto male, una forte tosse mi aveva indebolito ed inoltre continui dolori intestinall e nausee mi avevano esaurita molto. Siccome non potevo andare alle comuni pratiche religiose, mi sono unita spiritualmente a tutta la comunità.