L'immagine

Nel giorno in cui festeggiamo l'apparizione di Gesù Misericordioso a Santa Faustina nella forma che ci è stata tramandata attraverso il famosissimo quadro fatto dipingere sotto la guida della santa, desidero farvi il dono del file ad alta definizione di quel quadro, in modo che possiate farlo stampare e possiate incorniciarlo.
L'immagine è stata da me corredata della preziosa scritta "Gesù confido in Te", tanto voluta da Gesù Misericordioso.
Spero tanto di aver fatto una cosa a voi gradita e che voi mettiate l'immagine di Gesù Misericordioso in un punto visibile a tutti della vostra casa o del vostro posto di lavoro.
Tutto a gloria di Gesù Misericordioso.
Per scaricare il file, è sufficiente fare clic qui: SCARICA L'IMMAGINE
Il file andrà poi portato in una qualsiasi copisteria per essere stampato nel formato che preferite. Infine, il lavoro potrà degnamente essere completato con una bella cornice di legno.
Il modello è stato mostrato dallo stesso Gesù nella visione che Suor Faustina ebbe il 22 febbraio 1931 nella cella del convento di Plock. «La sera, stando nella mia cella - scrisse nel Diario — vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l'altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l'uno e l'altro pallido. (...)
Dopo un istante Gesù mi disse: "Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te!" (Diario, Q. I, p. 26). "Voglio che l'immagine (...) venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia."» ( Diario, Q.I, p, 27).
Il significato di questo quadro è strettamente legalo alla liturgia di quella domenica. La Chiesa legge in quel giorno il Vangelo secondo San Giovanni che descrive l'apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e l'istituzione del sacramento della penitenza (Gv 20, 19,29). L'immagine rappresenta  dunque il Salvatore risorto che porta agli uomini la pace con la remissione dei peccati, a prezzo della sua Passione e morte in croce. I raggi del sangue e dell'acqua, che provengono dal cuore (non visibile nel quadro) trafitto dalla lancia, e le cicatrici delle ferite della crocifissione, riportano agli avvenimenti del Venerdì Santo (Gv 19,17-18; 33-37).
L'immagine di Gesù Misericordioso unisce in sé questi due episodi evangelici che meglio descrivono l'amore di Dio per l’uomo.
Caratteristici in questa immagine di Cristo sono i due raggi. Gesù, interrogalo da Suor Faustina circa il loro significato, ha spiegato: «Il raggio pallido rappresenta l'Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. (...) Beato colui che vivrà alla loro ombra» (Diario, Q. I, p. 132). L'anima è purificata dal sacramento del battesimo e della penitenza, mentre il migliore nutrimento per essa è l’ Eucaristia. Dunque questi due raggi simboleggiano i santi sacramenti e tutte le grazie dello Spirito Santo, il cui simbolo biblico e l'acqua, ed anche la nuova alleanza di Dio con l'uomo fatta per mezzo del sangue di Cristo.
L'immagine di Gesù Misericordioso viene spesso chiamata immagine della Divina Misericordia, e questo e giusto in quanto è proprio nel mistero pasquale di Cristo che si e rivelalo più chiaramente l'amore di Dio per l'uomo.
Il quadro non solo rappresenta la misericordia di Dio, ma sollecita a rammentare il dovere della fiducia cristiana nei confronti di Dio e la carità attiva verso il prossimo. Nella parte inferiore del quadro — per volontà di Cristo — si trovano scritte le parole «Gesù, confido in Te».
«Questa immagine - ha detto inoltre Gesù — deve ricordare le esigenze della Mia misericordia, poiché anche la fede più forte non serve a nulla senza le opere» (Diario Q. II, p. 278).
Gesù ha legato promesse speciali al culto dell'immagine così inteso: la salvezza eterna, grandi progressi sulla via della perfezione cristiana, la grazia di una morte felice e lime le altre grazie che gli uomini gli chiederanno con fiducia. «Attraverso questa immagine concederò molte grazie alle anime, perciò ogni anima deve poter accedere ad essa» (Diario, Q. II, p. 227).

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