venerdì 15 febbraio 2019

Il Beato Don Sopocko ricorda Suor Faustina

Ci sono delle verità di fede che sembrano esser conosciute, di cui si parla spesso, ma senza capirle e tantomeno viverle. E così è successo anche a me, per quanto riguarda la verità della Divina Misericordia. Tante volte ho riflettuto su questa verità nelle meditazioni, specialmente durante i ritiri spirituali, tante volte ne ho parlato nelle omelie e ho ripetuto le parole delle preghiere liturgiche, ma non cercai di approfondirne il contenuto e l’importanza per la vita spirituale: in particolare non riuscii a capire, e all’inizio non potei accettare che la Divina Misericordia fosse l’attributo più alto di Dio Creatore, Salvatore, Santificatore. Ci voleva un’anima semplice e santa, profondamente unita a Dio, la quale – come credo – per ispirazione Divina me ne parlò incitandomi a studiare, a cercare e a riflettere su questo tema.
Quest’anima era Suor Faustina, ora defunta (Helena Kowalska) della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Essa lentamente arrivò a convincermi al punto tale che oggi considero il culto della Divina Misericordia, e particolarmente l’istituzione della festa della Divina Misericordia la prima domenica dopo Pasqua come uno degli obiettivi prioritari della mia vita.

Le anime spesso rifiutano di affidarsi alla misericordia

Tenevo gli occhi sulla figura del Sacro Cuore.
All'improvviso, ne vidi uscire quegli stessi raggi che sono dipinti sull'immagine del Redentore misericordioso a indicare il sangue e l'acqua. 
Compresi quanto sia grande e ardente la misericordia del Signore. 
Gesù mi parlò con inesprimibile dolcezza: 
«Bambina mia, insisti con i sacerdoti su questa mia inscrutabile misericordia. Le fiamme divampano in me e intendo riversarle sulle anime, ma queste spesso si rifiutano d'affidarsi alla mia misericordia».