venerdì 20 settembre 2019

Guai ad aggiungere sofferenze agli altri, poiché questo non piace al Signore

Quando un'anima ha il calice pieno fino all'orlo, talvolta proprio la goccia che gettiamo noi nel suo calice sarà esattamente quel di più, che farà traboccare il calice dell'amarezza.
E chi risponde per quell'anima?
Guardiamoci bene dall'aggiungere sofferenze agli altri, poiché questo non piace al Signore.
Se le suore oppure i superiori sapessero o supponessero che una certa anima sta attraversando tali prove e, ciò nonostante, da parte loro le aggiungessero altre sofferenze, peccherebbero mortalmente e Dio stesso rivendicherebbe quell'anima.

Non parlo qui di casi che per loro natura costituiscono peccato, ma parlo di una cosa che in un altro momento non sarebbe peccato. Stiamo attenti a non avere quelle anime sulla coscienza. E' un grave difetto della vita religiosa e della vita in genere, che quando si vede un'anima che è nella sofferenza, si tende sempre ad aggiungerne ancora di più.
Non parlo di tutti, ma ci sono persone che si comportano così.

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