Quando periodicamente si riaffaccia il dibattito sul ruolo delle donne nella Chiesa, dobbiamo sapere che tale ruolo è tra i più grandi, specialmente se le donne sono religiose. In tal senso, ricordiamo le chiare parole di Santa Faustina, scritte a caratteri indelebili nel Diario:
Ognuna dovrebbe avere un grande amore per la Chiesa.
Come una brava figlia che ama la Madre prega per lei, così ogni anima cristiana deve pregare per la Chiesa, che per lei è Madre.
E che dire poi di noi religiose, che ci siamo impegnate in modo particolare a pregare per la Chiesa?
Quanto è grande dunque il nostro apostolato, sebbene sia così nascosto.
domenica 15 maggio 2016
sabato 16 aprile 2016
Chi non approfitta delle piccole grazie, non ottiene le grandi
Quando venni a sapere che dovevo partire per la probazione, la gioia esplose nel mio cuore di fronte ad una grazia così inesplicabile, quale è quella dei voti perpetui.
Andai davanti al Santissimo Sacramento e quando m immersi nella preghiera di ringraziamento, udii nell'anima queste parole: «Bambina Mia, tu sei la Mia delizia; tu sei il refrigerio del Mio Cuore. Ti concedo tante grazie, quante riesci a reggerne. Ogni volta che vuoi procurarMi una gioia, parla al mondo della Mia grande ed incommensurabile Misericordia».
Alcune settimane prima che mi venisse annunciato che ero stata ammessa alla probazione, un giorno che entrai un momento in cappella, Gesù mi aveva detto: «In questo momento i Superiori annunciano quali Suore debbono pronunciare i voti perpetui. Non tutte otterranno questa grazia, però le escluse ne hanno esse stesse la colpa. Chi non approfitta delle piccole grazie, non ottiene le grandi. Ma a te, bambina Mia, questa grazia è stata concessa».
mercoledì 13 aprile 2016
Il mio riposo sta nell'essere unita a Te, tutto il resto mi stanca
Quando ci sentiamo tristi e abbattuti a causa delle cose di questa vita, quando ci scordiamo per quale vero scopo stiamo in questa valle di lacrime, quando veniamo sopraffatti dalle vicende anche dolorose dell'esistenza... questo è il momento di leggere ciò che ha scritto Santa Faustina in una certa occasione.
Sono parole ispirate dall'immenso e invincibile amore per Dio, ma anche dalla comprensione che nulla della terra può dare vera, autentica gioia.
Dal Diario di Suor Faustina:
Verso sera mi ha fatto conoscere che tutto ciò che è terreno dura poco. E tutto quello che sembra grande se ne va in fumo e non dà libertà all'anima, ma stanchezza.
Felice l'anima che comprende queste cose e tocca la terra con un piede solo.
Il mio riposo sta nell'essere unita a Te, tutto il resto mi stanca.
Oh, come sento che sono in esilio!
Vedo che nessuno comprende ciò che ho nel mio intimo, mi comprendi solo Tu, che sei nascosto nel mio cuore ed eternamente vivo.
sabato 2 aprile 2016
Desidero che questa immagine venga esposta al pubblico la prima domenica dopo Pasqua
Gesù ha chiesto a Suor Faustina di eseguire un ritratto e di far sì che venisse esposto al pubblico.
Quel ritratto è tutt'ora esistente, anche se nell'immaginario collettivo è stato sostituito da altri eseguiti in anni successivi.
Quel ritratto è tutt'ora esistente, anche se nell'immaginario collettivo è stato sostituito da altri eseguiti in anni successivi.
Quel ritratto è quello che vi mostriamo qui.
Ed ecco le parole di Gesù, tratte dal Diario di Suor Faustina:
«Desidero che questa immagine venga esposta al pubblico la prima domenica dopo Pasqua. Tale domenica è la festa della Misericordia. Attraverso il Verbo Incarnato faccio conoscere l'abisso della Mia Misericordia.»
Ed ecco le parole di Gesù, tratte dal Diario di Suor Faustina:
venerdì 1 aprile 2016
Lo sguardo di Gesù
Qual è il volto di Gesù? Dei milioni di ritratti esistenti, a quale dobbiamo affidarci per vedere davvero Gesù?
A pensarci bene questo quesito ci insegue da sempre.
Gesù è apparso a Suor Faustina e si è mostrato come Lui stesso ha inteso farlo, chiedendo alla suorina di quel convento polacco di ritrarLo così come Lo vedeva nella visione.
Il ritratto venne realizzato (ne parliamo in altri articoli), ma Suor Faustina non si diede pace perché lo riteneva non particolarmente bello. La poverina piangeva e piangeva perché pensava che nessuno avrebbe mai potuto realizzare con strumenti umani un ritratto capace di contenere la bellezza di Gesù.
Fu Gesù in quel frangente a risolvere la questione, dicendo a Suor Faustina che a rendere speciale quel ritratto sarebbe stata la Sua Grazia e non la bellezza dei colori o del tratto.
domenica 27 marzo 2016
La risurrezione di Gesù
28 marzo 1937. Domenica di Pasqua.
La «Risurrezione».
Durante la celebrazione della «Risurrezione», ho visto il Signore nella bellezza e nello splendore e mi ha detto: «Figlia Mia, pace a te»; ha benedetto ed è scomparso, e la mia anima fu ripiena di gioia e d'esultanza indescrivibile. Il mio cuore si rafforzò per la lotta e per le sofferenze.
Oggi ho parlato col Padre, il quale mi ha raccomandato grande prudenza in queste improvvise apparizioni di Gesù. Quando ha parlato della Misericordia di Dio, nel mio cuore sono entrati una forza ed un vigore strani. Mio Dio, desidero tanto rivelare tutto, ma non posso.
Il Padre mi dice che Gesù è molto generoso nel darsi ad un'anima, ma nello stesso tempo da un altro punto di vista è quasi avaro. «Benché sia grande la generosità di Dio - mi ha detto il Padre - tuttavia sia prudente, poiché questo improvviso apparire suscita sospetti, nonostante che io non veda qui nulla di male, né niente che sia in contrasto con la fede. Sia un po' più prudente; quando la Madre verrà, può parlare di tali questioni».
Diario di Suor Faustina
venerdì 25 marzo 2016
Non piangere, non soffro più
26 marzo 1937. Venerdì [Santo].
Fin dal mattino ho provato nel mio corpo lo strazio delle Sue cinque Piaghe. Questa sofferenza è durata fino alle tre. Benché all'esterno non ci sia alcuna traccia, tuttavia queste torture non sono meno dolorose. Sono lieta che Gesù mi difenda dagli sguardi della gente. Alle undici Gesù mi ha detto: «O Mia Vittima, Tu sei un refrigerio per il Mio Cuore martoriato». Dopo queste parole pensavo che il mio cuore prendesse fuoco. E m'introdusse in un'intima unione con Lui, ed il mio cuore si sposò col Suo Cuore in modo amoroso, sentivo i Suoi più deboli palpiti ed Egli i miei. Il fuoco provocato dal mio amore venne unito all'ardore del Suo amore eterno. Questa grazia supera per la sua enormità tutte le altre. La Sua Essenza Trina mi avvolse totalmente e fui tutta immersa in Lui. In un certo senso la mia piccolezza si scontrò col Sovrano immortale.
Fui immersa in un amore inconcepibile e in un inconcepibile tormento, a causa della Sua Passione. Tutto ciò che riguardava il Suo Essere, si comunicava anche a me. Gesù mi aveva fatto conoscere e pregustare questa grazia, ma oggi me l'ha concessa. Non avrei osato nemmeno sognare una simile grazia. Il mio cuore è come in una continua estasi, sebbene all'esterno nulla m'impedisca di trattare col prossimo e di sbrigare varie faccende.
giovedì 24 marzo 2016
Giovedì, adorazione notturna
Giovedì. Adorazione notturna.
Quando andai all'adorazione, fui subito investita dal bisogno di raccoglimento interiore e vidi Gesù legato alla colonna, spogliato delle Sue vesti e sottoposto subito alla flagellazione. Vidi quattro uomini che a turno sferzavano coi flagelli il Signore.
Il cuore mi si fermava alla vista di quello strazio.
Ad un tratto il Signore mi disse queste parole: «Ho una sofferenza ancora maggiore di quella che vedi».
E Gesù mi fece conoscere per quali peccati si sottopose alla flagellazione: sono i peccati impuri.
Diario di Suor Faustina
Una piccola parte nella redenzione del genere umano
Giovedi Santo durante la Santa Messa, giorno 29 anno 1934.
«Ti do una piccola parte nella Redenzione del genere umano. Tu sei il refrigerio nel momento della Mia agonia».
«Ti do una piccola parte nella Redenzione del genere umano. Tu sei il refrigerio nel momento della Mia agonia».
lunedì 29 febbraio 2016
Quando m'immergo nella Passione del Signore
Quando m'immergo nella Passione del Signore, spesso durante l'adorazione vedo Gesù sotto questo aspetto: dopo la flagellazione i carnefici presero il Signore e Gli tolsero la veste, che si era già attaccata alle Piaghe. Mentre gliela toglievano le Sue Piaghe si riaprirono. Poi buttarono addosso al Signore un mantello rosso, sporco e stracciato, sulle Piaghe aperte. Quel mantello arrivava alle ginocchia solo in alcuni punti. Poi ordinarono al Signore di sedersi su un pezzo di trave, mentre veniva intrecciata una corona di spine, con la quale cinsero la sacra Testa. Gli venne messa una canna in mano e ridevano di Lui, facendoGli inchini come ad un re.
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