giovedì 12 febbraio 2015

La conoscenza dei peccati commessi in un solo giorno

9 febbraio 1937. Ultimi giorni di carnevale.
In questi ultimi due giorni di carnevale ho conosciuto un'enorme quantità di pene e di peccati. 
In un attimo il Signore mi ha fatto conoscere i peccati commessi nel mondo intero in questo giorno. Sono svenuta per lo spavento e, nonostante che io conosca l'abisso della Divina Misericordia, mi sono stupita che Iddio tenga in vita l'umanità. 
Ed il Signore mi ha fatto conoscere chi è che sostiene l'esistenza dell'umanità: sono le anime elette.
Quando il numero degli eletti sarà terminato, il mondo cesserà di esistere.

mercoledì 11 febbraio 2015

O anime dei peccatori, mi avete portato via il Signore!

11 febbraio 1937.
Oggi è venerdì. Durante la S. Messa ho provato delle sofferenze nel mio corpo: alle mani, al piedi ed al costato. Gesù stesso permette queste sofferenze su di me, come riparazione per i peccatori. È un breve momento, ma il dolore è grande. Non soffro più d'un paio di minuti, ma l'impressione rimane a lungo ed in modo molto vivo.
Oggi mi sento così abbandonata nell'anima che non riesco a spiegarmelo. Mi nasconderei di fronte alla gente e piangerei senza interruzione. Nessuno comprende un cuore ferito dall'amore, e quando esso sperimenta degli abbandoni interiori, nessuno lo consola. O anime dei peccatori, mi avete portato via il Signore! Ma bene, bene! Imparate quanto è dolce il Signore e tutto il mare dell'amarezza si riversi sul mio cuore. Ho consegnato a voi tutte le consolazioni divine.
Diario di Suor Faustina

lunedì 26 gennaio 2015

L'intervento diretto di Gesù

Quando il confessore non è anche guida spirituale, a cui si viene affidati da Gesù, c'è il rischio di essere indirizzati non correttamente.
Dal Diario di Suor Faustina:
Quando ne parlai al confessore, ricevetti questa risposta: "Questo riguarda la tua anima. " Mi disse così: "Dipingi l'immagine divina nella tua anima."
Quando lasciai il confessionale, udii di nuovo queste parole: "La Mia immagine c'è già nella tua anima. Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia."

giovedì 1 gennaio 2015

Benvenuto anno nuovo! Benvenuto calice dell'amarezza!

Oggi è la festa di capodanno.
La mattina mi sono sentita così male, che sono andata appena nella cella vicina per la santa Comunione. Non ho potuto andare alla santa Messa, mi sentivo mancare e per la stessa ragione ho fatto il ringraziamento a letto. Avevo tanto desiderato andare alla santa Messa e poi a confessarmi da Padre Andrasz, ma mi sentivo così male che non ho potuto andare né alla santa Messa né a confessarmi. Per questo motivo la mia anima ha avuto un grande dispiacere. 
Dopo colazione venne da me la suora infermiera a chiedermi: «Sorella, perché non è andata alla Santa Messa?» 
Risposi che non avevo potuto andarci. 
Scosse la testa con aria di disapprovazione e disse: «Una festa così grande e lei non va a Messa!», ed uscì dalla mia cella.

E' capodanno anche per i sofferenti

L'inizio dell'anno nuovo, circondati da frasi inneggianti alla felicità terrena, non dimentichiamo chi la vita la sta purificando o santificando nella sofferenza, autentico crogiolo di salvezza.
Non dimentichiamo i malati e gli agonizzanti; preghiamo per loro.
Dal Diario di Suor Faustina, 1 gennaio 1938:
Termino l'anno vecchio con la sofferenza ed incomincio l'anno nuovo pure con la sofferenza. 
Due giorni prima di capodanno ho dovuto mettermi a letto; mi sentivo molto male, una forte tosse mi aveva indebolito ed inoltre continui dolori intestinall e nausee mi avevano esaurita molto. Siccome non potevo andare alle comuni pratiche religiose, mi sono unita spiritualmente a tutta la comunità. 

domenica 14 dicembre 2014

Gesù gradisce la nostra generosità

Gesù apprezza tantissimo le nostre intenzioni quando esse consistono in amore per il nostro prossimo.
Oh, quanto è importante ricordarci sempre degli altri...
Dal Diario di Suor Faustina (Vigilia di Natale 1837):
Prima del cenone sono andata un momento in cappella per scambiare spiritualmente l'oplatek con le persone che mi amano e sono care al mio cuore, ma sono lontane. 
Prima di tutto mi sono immersa in una profonda preghiera ed ho chiesto al Signore grazie per loro e poi per ciascuna in particolare. 
Gesù mi ha fatto conoscere quanto ciò Gli sia gradito ed una gioia ancora più grande ha riempito la mia anima, nel vedere che Iddio ama in modo particolare coloro che noi amiamo.

sabato 6 dicembre 2014

La Coroncina alla Divina Misericordia, alle 15

La Coroncina alla Divina Misericordia, alle 15, l'ora della morte di Gesù. L'ora Sua prediletta.
"In quell'ora non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione."
Gesù Misericordioso a Santa Suor Faustina
(Diario)


sabato 29 novembre 2014

Verso di Te intreccio migliaia di corone

A noi, persone di fede e di amore per Gesù spetta di intrecciare Coroncine alla Divina Misericordia, con la certezza che sarà proprio Gesù Misericordioso a farle fiorire.
Dal Diario di Suor Faustina:
O Gesù mio, con fiducia verso di Te intreccio migliaia di corone e so che fioriranno tutte, e so che fioriranno tutte, quando le illuminerà il Sole Divino. 
O grande Divin Sacramento, che nascondi il mio Dio, o Gesù, resta con me ogni momento, ed il mio cuore non sarà preso dal timore.

lunedì 17 novembre 2014

Non vivi per te, ma per le anime

Quando, poco dopo i primi voti mi ammalai e, nonostante l'amorevole e premuroso interessamento dei Superiori e le cure dei medici, non mi sentii né meglio né peggio, allora cominciarono a giungermi voci che mi sospettavano di fingere.
E così cominciò la mia sofferenza, che divenne doppia e durò per un tempo abbastanza lungo. Un giorno mi lamentai con Gesù, perché ero un peso per le consorelle. 
Gesù mi rispose: «Non vivi per te, ma per le anime. Dalle tue sofferenze trarranno vantaggio altre anime. Le tue prolungate sofferenze daranno loro la luce e la forza per uniformarsi alla Mia volontà»
La sofferenza più dura per me consisteva nel fatto che mi sembrava che né le mie preghiere nè le buone azioni fossero gradite a Dio. Non avevo il coraggio di alzare gli occhi al cielo. Ciò mi causava una sofferenza così grande che diverse volte, quando ero in cappella per le preghiere comunitarie, la Madre Superiora, finite le preghiere mi chiamava presso di sé e mi diceva: «Chieda, sorella, a Dio grazia e consolazione perché, come noto in realtà io stessa e le Suore mi riferiscono, al solo vederla, sorella, lei suscita compassione. Non so proprio cosa fare con lei. Le ordino di non affliggersi per nessuna ragione».

venerdì 31 ottobre 2014

Una suora deceduta domanda preghiere

Una volta di notte venne a trovarmi una delle nostre suore, che era morta due mesi prima. Era una suora del primo coro. La vidi in uno stato spaventoso: tutta avvolta dalle fiamme, con la faccia dolorosamente stravolta. L'apparizione durò un breve momento e scomparve. I brividi trapassarono la mia anima, ma pur non sapendo dove soffrisse, se in purgatorio o all'inferno, raddoppiai in ogni caso le mie preghiere per lei.
La notte seguente venne di nuovo ed era in uno stato ancora più spaventoso, tra fiamme più fitte, sul suo volto era evidente la disperazione. 
Rimasi molto sorpresa di vederla in condizioni più orribili, dopo le preghiere che avevo offerto per lei e le chiesi: «Non ti hanno giovato per nulla le mie preghiere?» 
Mi rispose che le mie preghiere non le erano servite a nulla e che niente poteva aiutarla. 
Domandai: «E le preghiere fatte per te da tutta la Congregazione, anche quelle non ti hanno giovato niente?»